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Genova è il capoluogo della Liguria. Città dal glorioso passato, forte di antiche tradizioni, è definita - per antonomasia - la "Superba". E come tale la considerava il poeta Petrarca che, riferendosi ad essa, la definì "una città regale, addossata a una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare". In anni remoti, Genova era conosciuta anche con il termine di "Dominante": repubblica marinara assieme ad Amalfi, Venezia e Pisa, fu tra le quattro, per diversi secoli, la più potente. Il 20 aprile 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio; infine, fu annessa al Regno di Sardegna.
L'origine del nome di Genova è assai complessa e controversa: la leggenda vuole Genova derivare dal dio Giano bifronte, in latino Janus, il dio del passaggio. Gli antichi lo consideravano come introduttore della moneta nella società, Giano era protettore tutti i passaggi e fra di essi anche la porta di casa, o della città. Ciò è molto importante nella storia di Genova ed in epoca medievale questa tesi venne presa in tale considerazione che la città assunse il nome di Ianua in vece del latino Genua. Ciò trova un solido riscontro nel fatto che tutt'oggi Genova è porta fra l'Europa ed il Mediterraneo. Nella cattedrale di San Lorenzo esiste una sua immagine con la scritta Ianus Primus Rex Italiae. La teoria della "Porta" la si ritrova nell'importanza data alla porta a Genova, ogni portale veniva decorato e sullo stipite posto un bassorilievo, spesso raffigurante San Giorgio che uccide il drago o altre scene di santi. Esempio eclatante è la così detta Porta Soprana (da Superana), la principale porta d'accesso alla città sulla quale è incisa una magnifica iscrizione medievale nella quale "la Porta stessa" si fa interprete di Genova con le parole: † In nomine omnipotentis Dei, Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen. Sum munita viris, muris circumdata miris, et virtute mea pello procul hostica tela. Si pacem portas licet has tibi tangere portas, si bellum queres tristis victusque recedes. Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus quantos bellorum superavi Ianua motus. In consulatu comunis Wilielmi Porci, Oberti Cancellarii, Iohannis Malaucelli et Wilielmi Lusii et placitorum Boiamundi de Odone, Bonivassalli de Castro, Wilielmi Stanconis, Wilielmi Cigale, :Nicole Roce et Oberti Recalcati. Marte mei populi fuit hactenus, Affrica mota post Asie partes et ab hinc Yspania tota; Almariam cepi Tortosamque subegi, septimus annus ab hac et erat bis quartus ab illa. Hoc ego munimen cum feci Ianua pridem undecies centeno cum tociensque quino anno post partum venerande Virginis almum. In consulatu comunis Wilielmi Lusii, Iohannis Maliaucelli, Oberti Cancellarii, Wilielmi Porci; de placitis Oberti Recalcati, Nicole Roce, Wilielmi Cigale, Wilielmi Stangoni, Bonivassalli de Castro et Boiamundi de Odone L'immagine ambivalente di Giano Bifronte, che guarda al passato e vede il futuro Genova la renderà sempre, nei suoi simboli - il Grifone ha la fierezza del leone e la nobiltà dell'aquila, vicino a Dio e forte in terra -, nella sua politica, nelle sue istituzioni, nelle sue tradizioni. Secondo altre versioni il nome ha presumibilmente una radice indo-europea (genu = ginocchio), od omòfona (tale cioè da indicare il mento). In entrambi questi ultimi casi si tratterebbe di un riferimento della posizione della città rispetto alla costa del Mar Ligure, le attuali riviere liguri oppure della morfologia del promontorio sul quale oggi si trova il quartiere del molo. Ai genovesi piace pensare il nome della loro città avvolto nel mistero e preferiscono lasciarlo lì a testimonianza dell'antichità della comunità genovese. È accettato dalla magg